IMMOBILIARE, case e turismo. Governo Meloni: per proprietari e operatori professionali il «Decreto anticipi» ostacola la locazione turistica

«In riferimento al ddl n. 912 di conversione in legge del decreto-legge n. 145/2023, noto come “Decreto Anticipi”, questa mattina (ieri, n.d.r.) il Senato, disattendendo il testo prodotto dalla Commissione Bilancio, ha approvato, in materia di locazioni brevi con finalità turistica, una norma che, da una parte, prevede la virtuosa sostituzione dei tanti codici regionali con un unico codice nazionale (CIN, Codice identificativo nazionale) ma, nello stesso tempo, contempla tutta una serie di obblighi, vincoli, regole e controlli tipiche degli alberghi, che sono palesemente orientati a ostacolare le locazioni turistiche. Tra questi l’obbligo di dotare l’appartamento di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio nonché l’obbligo (pericoloso, peraltro, nei piccoli ambienti) di dotare la casa affittata di estintori portatili con un minimo di estintori per piano, e così via, in pratica regole simili a quelli degli alberghi».

Questo quanto dichiarato in un comunicato stampa diffuso nel pomeriggio di ieri da quattordici associazioni di categoria (Confedilizia, Fiaip, Prolocatur, Aigab, Confassociazioni RE, PMI, Rescasa Lombardia, Host + Host, Host Italia, Bre-VE, Myguestfriend, OspitaMI, Abbav e F.A.R.E.) in rappresentanza dei proprietari, intermediari e gestori professionali, tutte coinvolte nel tavolo di confronto sul Ddl Santanchè istituito presso il Ministero del Turismo, accolgono con favore la ricezione della loro proposta in riferimento al CIN, ma manifestano la loro ferma contrarietà a tutte le altre disposizioni ostative che, se introdotte, disincentiveranno – in particolare nelle aree interne e nei borghi – l’investimento immobiliare finalizzato ad un segmento redditizio che negli ultimi anni ha contribuito in maniera decisiva a rendere dinamico il mercato immobiliare nazionale con evidenti benefici per il sistema-paese.

«L’introduzione di ulteriori vincoli e obblighi a chi affitta per periodi brevi rappresenterebbe un segnale molto negativo per il mercato – commentano i rappresentanti delle quattordici associazioni di categoria – e soprattutto infliggerebbe un duro colpo alla locazione, seppur breve, ma pur sempre locazione, allontanando l’investitore dall’acquisto con tale finalità, il tutto inficiando indebitamente i risparmi delle famiglie italiane accumulati spesso in anni e anni di sacrifici. Ci appelliamo al buon senso della politica affinché alla Camera siano eliminate dal testo tali disposizioni, come sensatamente avvenuto in Commissione Bilancio al Senato, in quanto fattivamente dannose per la proprietà, per il mercato immobiliare e per l’’intera economia e che, soprattutto, non risolveranno, ma, al contrario, implementeranno forme di illegalità e di evasione fiscale, oltre a comportare un ulteriore aumento dei prezzi delle camere d’albergo».

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