CRIMINALITÀ, usura ed estorsione. Ostia, pregiudicato arrestato dalla Guardia di Finanza

I tassi di interesse mensili pretesi oscillavano tra il 20% e il 25%, corrispondenti a un 300% annuo

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza della capitale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Giudice delle indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Roma nei confronti di un pregiudicato di Ostia, indagato per i reati di estorsione, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria e detenzione illegale di armi e munizioni.

Le attività investigative – coordinate dal Gruppo di lavoro reati gravi contro il patrimonio e stupefacenti della Procura della Repubblica – erano state avviate dalle Fiamme gialle di Ostia a seguito di una denuncia presentata nell’aprile 2019 da due persone gravate da ingenti debiti di gioco che non riuscivano più a estinguere a causa degli elevati tassi di interesse imposti dall’usuraio al quale si erano rivolti pe la richiesta del denaro non essendo precedentemente riusciti a ottenerlo da parenti e amici.

Una volta accettate le condizioni capestro imposte dalla persona attualmente indagata dall’Autorità giudiziaria, a fronte della cessione in prestito della somma di denaro richiesto, si erano quindi visti costretti alla corresponsione di tassi di interesse mensili oscillanti tra il 20% e il 25%, corrispondenti al 300% annuo.

Gli approfondimenti investigativi posti in essere dai Finanzieri del VII Nucleo operativo metropolitano hanno successivamente portato alla luce un sistema illecito perpetrato ai danni di diverse persone, le quali, versando in precarie condizioni economiche che non consentivano loro di accedere a erogazioni creditizie legali, erano cadute nella trappola dell’usura.

Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno evidenziato la professionalità dell’usuraio, il quale agiva sempre con estrema prudenza, limitando al minimo le interlocuzioni telefoniche, che erano dai toni per lo più pacati e amicali, finalizzate a organizzare gli incontri con i debitori.

Toni che, però, diventavano decisamente pesanti, fino a minacciare ritorsioni fisiche, allorquando le vittime erano impossibilitate a rispettare le scadenze dei pagamenti di capitali e interessi.

Nel corso di una perquisizione effettuata nei confronti dell’indagato è stato rinvenuto e sequestrato un vero e proprio libro mastro sul quale venivano annotate con certosina precisione contabile le somme prestate e le relative restituzioni, comprensive degli esosi interessi applicati, nonché somme di denaro per un importo pari a circa 140.000 euro, oggetti di valore, una pistola un fucile con rispettivi munizionamenti.

Il Gip ha disposto anche il sequestro preventivo del denaro e di quanto rinvenuto in sede di perquisizione del destinatario della misura cautelare.

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